15.8.12

Quiche cotto e brie

 

O meglio: " QUICHE DEL BAMBINO CHE NON VOGLIO DA EARL".
No, non sono impazzita! E' semplicemente il titolo della torta salata del film "Waitress-Ricette d'amore", che ho riprodotto "italianizzandola" e alleggerendola un pochino :)

Avete mai visto questo film? Io ne sono venuta a conoscenza per caso e sono subito andata a cercarlo. E' un film proprio carino, una commedia leggera e femminile sul tema amore-cucina :) La protagonista è Jenna, una giovane ragazza che lavora come cameriera in una cafetteria e che confeziona torte dolci e salate dai nomi più improbabili, in base al suo umore. Le sue torte riscuotono un notevole successo, mentre la sua vita va a rotoli. Sposata infelicemente con un uomo che non ama, scopre di essere incinta e inizia a detestare sempre di più suo marito. A complicare le cose arriva il bel ginecologo di cui Jenna si innamora  e con il quale inizia una relazione. In tutta questa situazione complicata e al tempo stesso esilarante, Jenna continua a cucinare le sue fantastiche torte, tra cui questa:" La Quiche del bambino che non voglio da Earl". Non vi racconto il finale (molto  carino!), perché magari qualcuna di voi si è incuriosita e vuole vederlo...a parer mio ne vale proprio la pena! Inoltre, potrete appuntarvi un sacco di nuove ricettine e magari riproporre la vostra variante, proprio come ho fatto io! ;)

Lista della Spesa:
  • un rotolo di brisé (in originale pasta sfoglia, ma io preferisco la brisé)
  • formaggio brie
  • prosciutto cotto a dadini (io ho affettato una fetta di prosciutto alta circa 1cm)
  • 2 uova (facoltativo. La ricetta originale le prevede, ma io ho optato per la versione senza uova)
  • una spolverata di pepe

Stendete la pasta in una tortiera per crostate ricoperta da carta forno e bucherellate la base con una forchetta. Tagliate a dadini il formaggio e il prosciutto e distribuiteli nella pentola. Ripiegate i bordi della pasta, dimodoché il formaggio quando si scioglie non fuoriesca e infornate a 180° per 30 min circa, finché la pasta sarà gonfia e dorata e la superficie bella omogenea. Lasciate intiepidire e servite. Buon appetito e Buon Ferragosto.

Con questa ricetta partecipo al contest di Elisa: Contaminazioni. Food... and Cinema


12.8.12

Cheesecake alle pesche


Dopo molti tentennamenti, dopo vari esperimenti e qualche fallimento, dopo scuse su scuse per la mancanza di tempo e per la mancanza di uno stampo adatto... FINALMENTE (dopo aver comprato lo stampo adatto!:) ) mi sono buttata e il risultato è stato ottimo!! Eccola la mia bellissima cheesecake!! Ora non mi ferma più nessuno! Lo stampo è perfetto, le dosi (un pò approssimate ad occhio) perfette, la consistenza perfetta e l'accostamento degli ingredienti perfetto! Che dirvi, provate a farla per rinfrescare queste torride serate d'agosto! 

Io intanto mi organizzo per qualche giornatina in montagna al fresco!! 

Guardate la seconda meraviglia creata da Silvia, apposta per me!
Cheesecake alle pesche in fimo! 

Lista delle spesa:
(per uno stampo a cerniera di 18cm)
  • 4 pesche gialle sbucciate
  • 500ml d'acqua
  • 60gr di miele
  • 1 rametto di menta
  • 200ml yogurt bianco magro bio
  • 12gr colla di pesce
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • 30gr burro fuso
  • 100gr biscotti tipo digestive frullati
Mettete l'acqua a bollire, insieme al miele e alla menta. Quando bolle immergetevi le pesche e lasciatele cuocere per 20 minuti. Intanto sciogliete il burro e tritate i biscotti. In una ciotola unite burro, biscotti e zucchero di canna; mescolate bene e disponeteli sul fondo dello stampo, pressandoli con un cucchiaio. Mettete a riposare in frigorifero. Togliete le pesche dal fuoco, fatele raffreddare e privatele del nocciolo. Intanto mettete ad ammorbidire la colla di pesce in un pò di acqua fredda, strizzatela e fatela sciogliere in un pentolino con 3 cucchiai di acqua di cottura delle pesche. Prendete il mixer e versatevi lo yogurt, le pesche, la colla di pesce sciolta e un cucchiaio di zucchero. Frullate il tutto e versate il composto nello stampo. Lasciate riposare tutta la notte in frigorifero.



8.8.12

Sono tornata!




Eccomi di ritorno! Più stanca di quando sono partita, ma anche tanto felice! È  stata una bellissima esperienza ed è andato tutto benissimo! Un grazie speciale va a Silvia che ha condiviso con me tutto questo e con la quale ripartirei anche domani per un altro viaggio simile! 
Comunque mentre ero là vi ho scritto che vi avrei raccontato tutto al mio ritorno…beh, abbiamo fatto talmente tante cose in 15 giorni, che è davvero difficile tirare le fila del discorso e riassumervi l’intera vacanza, però ci provo! :) 

Il motivo principale per cui sono stata a San Pietroburgo (Piter) è per studiare, o meglio parlare russo! Dopo 4 anni di studio matto e disperatissimo di questa lingua, non certo semplice, in università, era venuto il momento di fare pratica in terra russa e così abbiamo deciso di partire.  Il risultato dal punto di vista linguistico è stato davvero sorprendente! Abbiamo imparato un sacco di cose utili e parlato un sacco e abbiamo quasi “disimparato” l’inglese, dato che loro là lo sanno pochissimo e lo parlano ancora meno…e noi alle loro poche domande in inglese rispondevamo in russo! Passando invece all’aspetto culturale, Piter è sicuramente una città bellissima, anche se personalmente me l’aspettavo ancora più bella! È una città di cui mi sono innamorata di sera, più che di giorno… La crociera al tramonto lungo i canali e sulla Neva è una delle cose più romantiche che abbia fatto in vita mia (ok, che ho solo 23 anni!) e l’apertura dei ponti dall’1 di notte alle 5 del mattino mi ha davvero lasciata a bocca aperta. Se però in queste cose ho lasciato un pezzettino di cuore, da altre parti sono rimasta delusa! L’Ermitage in primis, enorme e splendido da fuori, una vera delusione dentro: ad eccezione di pochi quadri degli impressionisti francesi, tutto il resto del museo ha opere totalmente sconosciute! Stesso discorso vale per i palazzi imperiali: Peterhof, Pavlosk e Puškin hanno dei parchi immensi e spettacolari, che meritano assolutamente una visita, ma gli interni dei palazzi sono tutti uguali, visto uno li avete visti tutti! Infine, Piter non è assolutamente una città turistica e gli abitanti non amano molto il turismo e i turisti. Se ti vedono scattare foto ti guardano male e per strada se chiedi indicazioni o anche solo di scattarti una foto, difficilmente sono entusiasti di farlo. Tuttavia, è anche vero che una volta che abbatti questo muro di diffidenza nei tuoi confronti e non ti dimostri troppo invadente, diventano delle persone molto cordiali e socievoli.  Poi come dappertutto esistono sia le persone gentili sia quelle scorbutiche…Lo abbiamo sperimentato personalmente alla Russkaja Banja, ovvero le loro terme. Dimenticatevi l’immagine idilliaca di relax delle nostre spa e immaginatevi di entrare in un edificio dove gli armadietti non hanno la chiusura, dove ci sono solo donne di 70 anni tutte nude, dove la sala relax sembra l’ambulatorio di un ospedale e dove la zona docce/piscina ghiacciata è una sala enorme con babuške che si lavano in catini e si tirano addosso secchiate di acqua gelata! Dopo lo shock iniziale, però si sono rivelate tutte nonnine adorabili che ci spiegavano cosa fare e si sono pure offerte di frustarci coi rami di betulla (si lo so che sembra una follia, invece è il loro modo per eliminare le tossine del corpo! Entri in sauna, bagni sotto l’acqua ghiacciata il ramo, e cominci a frustarti!). Sono state tutte gentili, tranne una, per la cui mentalità noi eravamo assolutamente inappropriate in quel luogo e delle maleducate, perché abbiamo osato entrarci. Tuttavia le altre ci hanno difese dai suoi insulti ed erano ben contente che provavamo questa loro usanza. 
 E ora veniamo al punto che sicuramente vi interessa di più: il CIBO! Come sono sopravvissuta a 15 giorni di cibo russo? Me lo chiedo anch’io! : ) Ho provato cose che a casa non mangio MAI! Penso di non aver mai mangiato così tante uova e così tante zuppe in tutta la mia vita e il mio incubo più grande era la colazione: un enorme punto interrogativo, dopo che una mattina ci sono toccate le zucchine fritte e un’altra il salmone affumicato! E l’ultima il timballo di riso e salmone della cena della sera precedente, ma che fortunatamente siamo riuscite a evitare! Nonostante questo, la fortuna è stata che la nostra padrona di casa è brava a cucinare e che tutto sommato ci ha fatto le cose più commestibili,  perché sfogliando il libro di ricette che ho comprato ( non potevo non comprarlo! O meglio comprarli, dato che ne ho presi 4: cucina russa, blyni, pirog e zuppe!) ci siamo accorte che poteva andarci moooolto peggio! Tranne una sera che quel cibo (sapere cosa fosse ci sarebbe piaciuto, ma mischiano talmente tutto insieme che decifrare quello che hai nel piatto è davvero impossibile) era veramente nauseante, le altre volte abbiamo sempre mangiato tutto, perché comunque il sapore era gradevole e commestibile.  Solo la smetana (tipo panna acida) proprio non riuscivamo a mangiarla, e lei ce la proponeva ogni sera e ogni mattina, e quando ha ben capito che proprio non la volevamo ce l’ha messa all’interno dei blyni a colazione, così abbiamo dovuto mangiarla per forza! Poi Silvia, sbagliando termine, una sera le ha detto che non mangiavamo quello che secondo Silvia indicava il cavolo….In realtà, controllando sul vocabolario quel termine significava salame, così ci siamo beccate tutte le sere il cavolo, e mai una volta una fetta di salame :) Ma visto che comunque il loro prosciutto cotto e i loro mirtilli, dei nostri non avevano nemmeno la forma, figuriamoci il sapore, non penso che non mangiando il salame ci siamo perse molto… :)
Alla fin fine quando pranzavamo fuori per andare sul sicuro prendevamo il mors da bere(succo di ribes, davvero buono!) e blyni con miele, marmellata di ribes, mele e cannella…scegliendo il  dolce sapevamo di non sbagliare mai! :)
Comunque, nonostante i pro e i contro, che si incontrano in qualunque viaggio, è stata proprio una bellissima avventura in compagnia di un’ottima amica, che, magari cambiando meta, rifarei anche domani! 

Ps. Dato che ho preso 4 libri di ricette russe, preparatevi che presto vi darò qualche nuova idea su cosa mettere in tavola :)

E ora vi lascio un pò di foto...





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