9.3.13

Torta mimosa







"Nel lontano 1908, a New York, 129 operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare.
Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni finché, l'8 marzo, il proprietario Mr. Johnson bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire dallo stabilimento.
Ci fu un incendio doloso e le 129 operaie prigioniere all'interno dello stabilimento morirono arse dalle fiamme. Da allora, l'8 marzo è stata proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne.
La commemorazione, tutta americana, delle vittime è stata poi accolta in tutto il mondo come la giornata simbolo del riscatto femminile.
L’iniziativa di celebrare la giornata internazionale della donna fu presa per la prima volta nel 1910 da Clara Zetkin a Copenaghen durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste."

"La scelta di utilizzare la mimosa come simbolo della festa della donna risale al 1946, quando le organizzatrici delle celebrazioni romane cercavano un fiore di stagione a buon prezzo."

La  mimosa  è il fiore della sensibilità. 


 

Anche se penso che la donna vada celebrata e ringraziata tutti i giorni e non solo l’8 marzo, e che passare del tempo tra donne, tra cocktail, cibo, shopping e pettegolezzi è sempre bello, ho colto l’occasione della festa per  preparare un pranzetto a tema, tutto sul giallo per un sabato in compagnia di Silvia e Ilaria al di fuori della frenetica ruotine  universitaria.  

Partiamo dal dolce, che non poteva che essere la celeberrima torta mimosa!! 


Ps guardatela bene e segnatevi bene la ricetta perché dubito che la rifarò: è un’impresa titanica della durata di ben di 5 ore! 
Inconsciamente  e ingenuamente, credendo che fosse molto più semplice e veloce, mi sono lanciata a capofitto nella preparazione e ne sono uscita stremata. Ogni ora che passava mi maledicevo sempre di più per aver avuto questa brillante idea! Però devo dire il risultato è stato soddisfacente, anche se la prossima volta mi sa vado dritta dritta in pasticceria! :D 
E vista tutta la fatica che mi è costata, non potevo mica non presentarvela! :)

Per gli altri piatti del menù passate di qui nei prossimi giorni :)

Quindi se siete coraggiose e volete cimentarvi nell'impresa, ecco cosa vi serve.



5.3.13

Yogurt fatto in casa senza yogurtiera






E finalmente ce l’ho fatta! Eccolo il mio yogurt senza yogurtiera. Dopo vari tentativi e vari interrogativi sul dove e come avessi sbagliato, finalmente ci sono riuscita! E la soddisfazione è tanta. Credo sempre che non bisogna arrendersi mai, nemmeno nelle cose che possono sembrare le più banali, come ad esempio uno yogurt. Credo che bisogna sempre riprovare, sbagliare e ricominciare, sempre più determinati della volta precedente. Credo che bisogna informarsi sulle procedure, chiedere consigli a chi c’è riuscito prima di noi, metterli in pratica e ritentare l’esperimento. E magari con un pizzico di fortuna, quella volta sarà quella giusta! :) Il tutto però sempre in modo positivo, divertente e autocritico: perché la cucina è così, è pasticciare, sperimentare, approssimare, sbagliare e finalmente riuscire! Almeno per me, testarda e autodidatta come sono, che cerco un consiglio e poi faccio sempre di testa mia e il mio istinto raramente sbaglia :)


 

Ecco anche un po’ di foto! Mi piacevano talmente tanto tutte che non ho saputo scegliere, così ho deciso di lasciarvene un po’… Poi così colorate e con la presenza delle prime fragole hanno un’aria così primaverile, non trovate? Ok che io adoro l’inverno, ma ora ho voglia anche della primavera e dei primi raggi tiepidi che riscaldano la schiena e illuminano lo sguardo.  



3.3.13

Orecchiette fatte in casa al ragù di salsiccia





Ora qualcuno mi spieghi questo: si può far pagare una singola lezione di cucina per imparare a fare la pasta fatta in casa 80 euro? Io sono allibita! Ma c’è gente che s’iscrive e spende soldi in questo modo? Nessuno ha in casa mamme, nonne, zie o amiche che insegnino loro a impastare la stessa quantità di uova e farina, fino a ottenere un perfetto panetto giallo e a stenderlo e trasformarlo in perfette tagliatelle? E poi ti insegnano pure a fare il ragù! Altra cosa che basta chiedere e si può avere la ricetta gratuitamente!

Scusate la nota critica, ma davvero non capisco l’utilità e il prezzo esorbitante per una delle cose più semplici che esistono e che con un pochino di pratica si può anche  imparare a fare in casa! Mi sembra proprio uno spreco di soldi per il periodo non proprio roseo nel quale ci troviamo!


Per me le tagliatelle sono tagliatelle e non credo proprio che esista una pratica particolarissima e ricercatissima per crearle, anche perché a me personalmente sono sempre riuscite utilizzando il metodo più semplice che esista…Va beh sono basita! Voi come la pensate?

E per restare in tema di pasta fatta in casa e ragù, ecco che vi presento le mie orecchiette e il mio ragù di salsiccia.


Ps_ Silvia e Cristina so che non possono competere con quelle della nonna Maria, però vi assicuro che erano buone e sono piaciute a chi le ha mangiate! :-) Comunque quando volete darmi lezioni private di orecchiette io sono sempre disponibile! 


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